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Appuntamenti e notizie

I concerti del Conservatorio

Maria Iaiza – pianoforte
Musiche di Rameau, Rautavaara, Crumb, Liszt, Brahms
Sala Tartini - Mercoledì 13 febbraio 2019, ore 20:30
Ingresso libero su prenotazione (tel 040 6724911)

13 febbraio 2019, 20.30

PROGRAMMA

Jean–Philippe Rameau: da Pieces de Clavecin (1724)

   “Les Cyclopes”

Einojuhani Rautavaara:

   Sonata n. 2 “The Fire Sermon”

George Crumb: da Makrokosmos, I volume

   n. 2 Proteus (Pisces), n. 3 Pastorale (Taurus), n. 8 The Magic Circle of Infinity (Leo)

Franz Liszt: da Tristan und Isolde (R. Wagner)

   “Isoldes Liebestod” S. 447

* * *

Johannes Brahms:

   Klavierstucke op. 76

 

NOTE DI SALA

Ispirato alle omonime figure mitologiche, il rondeau “Les Cyclopes” è un brano tratto dalla raccolta Pièces de Clavecin pubblicata a stampa nel 1724 di Jean-Philippe Rameau. Si tratta di una delle pagine più teatrali e narrative, e come suggerito dal modello mitologico, è articolato in maniera triadica. Scritta nel 1970, la Seconda Sonata di Einojuhani Rautavaara trae impulso creativo dalle parole del suo sottotitolo, “The Fire Sermon“ (Il sermone del fuoco). Come lo stesso autore scrisse, «non esiste un collegamento cosciente con il poema di T.S. Eliot che riporta lo stesso nome [parte del poemetto “La terra desolata”, The Waste Land] o con il famoso sermone di Buddha. Tutti e tre i movimenti osservano il principio della crescita continua e l’idea iniziale cresce in estensione, densità e forza fino a quando l’ordito musicale va in pezzi (spesso generando cluster), diventa dissonante, si dissolve in una nebbia sonora o, come nella fuga conclusiva, tracima dal pathos alla banale ironia per un fugace istante. Il misticismo e la devozione della prima Sonata lasciano qui il posto al pessimismo, a una lotta incessante e frustrante». Ispirandosi a opere pianistiche di autori come Debussy e Bartók, George Crumb, nella composizione dei suoi quattro volumi che portano il titolo di Makrokosmos, trasse spunto da da elementi concettuali quali la ricerca dell’origine del male, la scoperta delle proprietà magiche della musica, l’atemporalità del tempo, la profonda ironia della vita. La citazione di Pascal “l’eterno silenzio dell’infinito mi terrorizza” esprime emblematicamente il carattere di questa musica che presenta analogie, secondo l’autore, sia con il lato oscuro di Chopin, sia con la spensieratezza delle pagine infantili di Schumann. «Mite e calmo» (Mild und leise) appare agli occhi di Isolde il volto di Tristan, ormai abbandonato tra le braccia della morte; intonando l’ultimo canto, anch’ella trapassa per congiungersi finalmente all’amato. Si conclude così il dramma musicale Tristan und Isolde di Richard Wagner con la Isoldes Liebestod che Franz Liszt, ammiratore dell’opera, decise di parafrasare cercando di mantenere il più possibile intatta la sostanza della scena drammatica. I Klavierstücke op. 76 rappresentano la prima raccolta di piccoli pezzi di Johannes Brahms: essa comprende quattro capricci e quattro intermezzi, la cui titolazione generica intende deliberatamente evitare associazioni programmatiche. Ciascuno dei brani, nonostante la brevità, è fortemente caratterizzato dal punto di vista emotivo; benché eseguibili anche singolarmente, essi sono ordinati secondo un forte senso musicale, tonale e espressivo.

 

Maria Iaiza

Nata a Palmanova nel 1998, è stata avviata dai genitori allo studio del pianoforte. All’età di cinque anni ha iniziato gli studi sotto la guida di Maria Puxeddu. Ha proseguito gli studi accademici presso il Conservatorio “J. Tomadini” di Udine nella classe di Giovanni Baffero, conseguendo nell’ottobre 2017 il diploma accademico di I livello con il massimo dei voti e la lode. Attualmente frequenta il biennio specialistico al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste con Teresa Trevisan. Si è perfezionata grazie a masterclass con pianisti di fama, quali Andrej Jasinsky, Antoinette Van Zabner, Marc Pierre Toth, Daniel Rivera, Maurizio Baglini, Irene Russo e Michael Lukas. Inoltre, nell’ambito del programma Erasmus, ha studiato sotto la guida di Thérèse Fahy, docente presso la Royal Irish Academy of Music di Dublino. In qualità di allieva dell’Accademia del Ridotto di Stradella, ha seguito il corso di perfezionamento con Aquiles delle Vigne. Dopo le prime esperienze concertistiche per la stagione del “Salotto dei Concerti”, negli anni 2015 – 2017 è stata scelta per prendere parte ai concerti riservati ai migliori studenti del Conservatorio, che si tengono presso il Castello di Udine. Si è esibita inoltre in recital in numerose stagioni in Italia e Croazia e ha preso parte all’evento concertistico dedicato al centenario della morte di Debussy al Teatro Miela di Trieste. Ha suonato in duo pianistico all’Universität für Musik und darstellende Kunst Wien, al Conservatorio di Udine e di Trieste. Inoltre si è esibita come solista con la Civica Orchestra di Fiati “G. Verdi” nella stagione 2018 del Teatro Piccola Fenice di Trieste. Si è distinta in diversi concorsi, ottenendo risultati tra cui il Primo Premio al Concorso di Paularo, al Concorso per Giovani Musicisti “Città di Palmanova”, all’International Competition for Young Pianists di Bitola (Macedonia) nel 2017, al Concorso Internazionale “Città di Stradella”, al Concorso Internazionale “Lia Tortora” di Città della Pieve nel 2018. È risultata vincitrice della borsa di studio “L. Mari” in quanto miglior diplomata in pianoforte dell’anno accademico 2016 – 2017 del Conservatorio “J. Tomadini” e ha ricevuto il supporto della Fondazione Ananian nel 2017.

Programma di sala