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11 marzo 2012 23:00


"FUORI CON LA MUSICA": IL VIOLONCELLISTA MARIO BRUNELLO PRESENTA IL SUO LIBRO

In dialogo con lo scrittore Paolo Rumiz spiega come “spogliare” la musica classica dalle vesti formali permettendo a tutti di scoprire echi e sensazioni nuove. Un’iniziativa promossa dal quotidiano Il Piccolo, nei 130 anni della fondazione, in collaborazione con il Conservatorio Tartini e Nordesteuropa.
AULA MAGNA - VENERDI’ 16 MARZO, ORE 18
Per partecipare è consigliabile registrarsi sul sito www.nordesteuropa.it alla sezione Eventi

 Un geniale violoncellista e la sua filosofia dell’ascolto: per “spogliare” la musica classica dalle sue vesti formali e impolverate, portandola fuori dalla gabbia delle sale da concerto, affinchè tutti – giovani e anziani, musicisti e profani – possano scoprire echi e sensazioni nuove. Perché, come sottolinea anche Marco Paolini, “è finita l’epoca delle signore del Rotary”. Mario Brunello è violoncellista geniale e rivoluzionario almeno quanto il libro, “Fuori con la musica”, che ha pubblicato nei mesi scorsi per Rizzoli, firmandolo a quattro mani con la giornalista Daniela Basso. Un testo sorprendente, che accompagna a conoscere davvero – non in modo accademico, ma nel segno di un godimento vero e profondo – i grandi compositori. E ad apprezzare la musica proposta anche e soprattutto a contatto con la natura, fuori dall’ufficialità delle sale da concerto. Di questo volume e di un modo nuovo di guardare alla musica e ai concerti, Mario Brunello parlerà a Trieste - venerdì 16 marzo, alle 18, nell’Aula Magna del Conservatorio Tartini (via Ghega 12) - in una conversazione condotta dallo scrittore e giornalista Paolo Rumiz, promossa per iniziativa del quotidiano Il Piccolo, in occasione dei 130 anni dalla fondazione, in collaborazione con il Tartini e Nordest Europa. Ingresso aperto alla città, tel 040.6724911.

Per ascoltare la musica da camera, bisogna trovarsi in una stalla, in una cucina, in una cantina, nella stazione della metro”: è questa la filosofia di Mario Brunello, una piccola rivoluzione copernicana dell’ascolto, suffragata - nelle pagine di Brunello - dalle emozioni che ha provato con Schubert in un piccolo borgo austriaco, o con alcuni Requiem contemporanei nel Sahara, e ancora con la Pastorale di Beethoven a Tokyo, con Schönberg durante uno spettacolo di Marco Paolini, senza dimenticare i mille luoghi in cui ha eseguito Bach. Un viaggio elettrizzante che approfondisce i mille significati della grande musica. Al volume è legata una playlist scaricabile da iTunes con i brani presentati da Brunello.

Un concertista che sostiene e pratica la “musica da viaggio”, dunque, e uno “scrittore di viaggio” che si lascia volentieri affascinare dalla musica: il dialogo fra Mario Brunello e Paolo Rumiz si intreccerà in chiave multiforme, verso i canali di comunicazione che possono avvicinare il pubblico a un'idea diversa di fare musica. D’altra parte, non è un caso che Mario Brunello sia l’ideatore e fondatore del progetto “Antiruggine”: la vecchia officina di un fabbro trasformata in un luogo dove ospitare concerti, proiezioni di film e documentari, un luogo dove storie passate e future sono raccontate da chi ha da raccontare. “Sono stanco – ha spiegato Brunello - di sentire e vedere queste strutture che hanno rovinato il mio territorio e hanno solo la fama di luoghi dove si producono i soldi. Cercavo uno spazio che fosse un capannone per togliermi questo peso”. Antiruggine è uno spazio libero, uno spazio che non ha l’obbligo di fare una programmazione, apre quando Brunello ha qualcosa da condividere e la maggior parte delle esperienze ospitate hanno incrociato l’attività del violoncellista. Lì dentro si può dialogare costantemente con il pubblico, senza avere la tentazione di spiegare o fare lezione: Antiruggine è uno spazio senza pedana né palco, uno spazio che porta l’artista tra il pubblico.

Mario Brunello, con la vittoria nel 1986 al Concorso Čaikovskij di Mosca, è stato subito proiettato sulla scena internazionale. Invitato dalle più prestigiose orchestre,tra le quali London Philharmonic, Royal Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Orchestre National de France, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; Coinvolto da direttori quali Valery Gergiev, Riccardo Muti, Yuri Temirkanov, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Seiji Ozawa, Daniele Gatti, Myung Whun Chung e Claudio Abbado. Dal 1994, anno di fondazione dell'Orchestra d'Archi Italiana, Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista. Collabora con celebri artisti, tra i quali Gidon Kremer, Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Yuri Bashmet, Maurizio Pollini, Andrea Lucchesini, Valery Afanassiev e i Quartetti Borodin e Alban Berg. Appassionato di letteratura, filosofia, scienza, teatro, riserva ampio spazio ai progetti che coinvolgono forme d'arte diverse integrandoli con il suo repertorio tradizionale interagendo con attori e musicisti quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Margherita Hack, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. La sua ampia discografia include opere di Vivaldi, Bach, Beethoven, Brahms, Schubert, Franck, Haydn, Chopin, Janáček, Sollima e molti altri. Nel 2008 Deutsche Grammophon ha pubblicato il Triplo Concerto di Beethoven diretto da Claudio Abbado e l’etichetta EGEA Records ha dedicato all’artista la collana “Brunello Series” composta da cinque Cd di cui l'ultimo, le Suites di Bach, ha ricevuto il Premio della Critica 2010. La prossima uscita riguarderà un’incisione live del Concerto per violoncello e orchestra di Nino Rota, realizzata a Tokyo, con Mario Brunello nel doppio ruolo di direttore e solista. Tra i principali impegni della stagione 2011/12 figurano il Concerto di Dvorak con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano, concerti con la Kremerata Baltica, con la Filarmonica Toscanini, con l’Orchestra Sinfonica della Rai, con l’Orchestre du Capitole de Toulouse e una tournée in Giappone.

È direttore musicale del festival “Artesella arte e natura” e direttore artistico del Premio Borciani e del Festival del Quartetto di Reggio Emilia. È stato nominato Accademico di Santa Cecilia. Brunello suona il prezioso violoncello Maggini dei primi del Seicento appartenuto a Franco Rossi.